Associazione Spazio Gad

presenta

Progetto: No, al Bullismo!

 

ANALISI DI CONTESTO E OBIETTIVI

1. Nel documento di sintesi dell’“Indagine conoscitiva sulla condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia”, condotta negli ultimi anni dall’Istituto di Ricerca Eurispes in collaborazione con Telefono Azzurro, gli adolescenti vengono così ritratti:

“Hanno una mano sul mouse e davanti agli occhi lo schermo di un pc, con l’altra mano scrivono messaggi sullo smartphone, un auricolare porta ad un orecchio la musica e con l’altro orecchio ascoltano la Tv sintonizzata sul canale preferito. E’ così che i giovani si muovono nei meandri della più moderna tecnologia, dando vita ad una generazione multitasking”.

Nello stesso documento viene, di seguito, riportata un’attenta descrizione delle fruizioni tecnologiche da parte degli adolescenti, riguardanti media, telefonini e internet, e viste in rapporto agli adulti e alla stessa scuola; vi si descrivono anche i fenomeni estremamente negativi ad esse legati, quali Sexting e Gioco d’Azzardo, che si sommano ad altri fenomeni, altrettanto gravi e pericolosi, come la Dating violence, l’Alcolismo e la Fuga da casa.

Apparentemente i giovani adolescenti (il 66,6%/67,6%) si mostrano “felici” e “divertiti”, ma sono quegli stessi, almeno il suo 40%, che avvertono frequentemente e

profondamente sensazioni di noia, di ansia, di solitudine, fino a toccare la depressione o a sfociare nella “rabbia”.

I giovani in età adolescenziale, nei momenti di crisi, difficilmente si rivolgono ad un adulto, preferiscono l’amico all’adulto e frequentemente scelgono il Social Network come tramite, per cui diventa sempre più difficile “raggiungerli”, entrare nei loro pensieri, cogliere i loro veri sentimenti…trovare la strada per parlare con loro ed aiutarli.

2. L’approccio educativo è cambiato radicalmente sia all’interno della famiglia sia nel mondo della scuola. Nella famiglia, messa a dura prova dalla crisi economica che, iniziata nel 2008, tende a radicarsi e a mutarne le abitudini, il dialogo tra le diverse generazioni è diventato difficile, talvolta impossibile, in quanto, giorno dopo giorno, per il continuo mutare dei sistemi di comunicazione, cresce anni luce la distanza tra esse.

Nella scuola, non potendo questa contare, come un tempo, sull’antico alleato

rappresentato dalla “famiglia”, i docenti sono molto soli nello svolgimento del loro lavoro di educatori e, quando si ritrovano in classi problematiche, sentono che il loro lavoro diventa improduttivo, dovuto soprattutto a strategie comunicative inefficaci.

3. Oggi, a fronte di una società molto più complessa rispetto ad un tempo, l’impegno della scuola e della comunità è teso a trovare strumenti, educativi e non, idonei a fare in modo che il ragazzo bullo della situazione non venga espulso o si disperda senza lasciare tracce.

Per raggiungere questo obiettivo, la prevenzione rimane l’unica strategia valida per

combattere il fenomeno, partendo dalle prime classi, sia che si tratta di allievi della Scuola Secondaria di I che di II grado.

Sia il bullo sia la vittima hanno bisogno di essere aiutati prima che i danni diventino

irreparabili e che gli stessi ruoli un giorno, in età adulta, possano ripetersi sul luogo di

lavoro, anche se con nomi – ma solo apparentemente – diversi, essendosi il bullo

trasformato in mobber.

4. C’è, infatti, un’importante linea di continuità tra bullismo e mobbing, che non può

essere trascurata, se si vuole fare una buona informazione/formazione e prevenzione,

perché, migliorando il mondo della scuola di oggi, agiamo di conseguenza anche sul

mondo del lavoro di domani.

5. Da qui l’impegno dell’ Associazione Spazio Gad  nella lotta contro il bullismo e cyberbullismo nelle scuole, attraverso progetti di informazione e prevenzione del fenomeno.

6. Ma, se non è possibile “debullizzare” del tutto la scuola, essendo il bullismo un

fenomeno sociale, possiamo fare in modo che il bullismo si trasformi in una risorsa per il momento educativo, perché obbliga a confrontarsi su temi vitali per la “conoscenza” della democrazia, quali:

·        l’uso del potere e della forza;

·         l’assunzione di responsabilità verso se stessi e verso gli altri;

·        il “sentimento” di solidarietà verso i più deboli a prescindere dalla classe sociale, dalla razza e dalla religione di appartenenza;

·         la ricerca della forza per opporsi al prepotente;

·         la scoperta del coraggio per affermare le proprie idee;

·         il desiderio di rimanere “puliti nel pensiero, nella parola e nell’azione” come promettono e giurano una brava guida (girl guide) ed un bravo scout.

La scuola si pone così come modello di comunicazione (e di trasmissione) di

valori umani e civili.

7. In questo contesto e con gli obiettivi sopra illustrati, il Progetto “No, al Bullismo!” è stato studiato per i pre-adolescenti ed gli adolescenti degli  Istituti di Istruzione Secondaria di I e II Grado.

 

ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO

Destinatari: adolescenti/studenti delle Scuole Secondarie di I e II Grado Argomenti:

1.     Aspetti psicologici, comportamentali e sociali del bullismo e del cyberbullismo:

·        Definizione del concetto di bullismo e cyberbullismo;

·        Caratteristiche psicologico-comportamentali della vittima e del bullo (cyberbullo);

·        Gli altri attori coinvolti: gli spettatori;

·        Le vaie tipologie di azioni bullistiche;

     2. Attività esperienziali:

·        Potenziamento della comunicazione efficace.

·        Potenziamento delle risorse empatiche

·        Potenziamento del problem-solving e gestione del conflitto

·        Sviluppo di attitudini relazionali di gruppo.

·        Laboratori esperienziali

Durata del corso:

– 2 incontri per gruppo (max 60 studenti)

– di 3 ore per ciascuno incontro.

 

Modalità di insegnamento:

– lezioni teoriche con il coinvolgimento e la partecipazione attiva della platea;

Alcune attività nello specifico prevedono l’utilizzo di:

 

·        peer education

·        problem solving interpersonale

·        social skills training

·        brainstorming

 

– laboratori esperienziali in piccoli gruppi con supervisione dei relatori;

 

Relatori/Docenti/Esperti:

1. Dott.ssa Sabrina Polverino, Psicologa esperta in problematicità/deficit in età evolutiva, fondatrice dell’Associazione Spazio GAD(Genitori Ansie & Dintorni)

2. Dott.ssa Arnalda Falco, Criminologa esperta in diritto di famiglia, mediazione familiare e prevenzione degli abusi sui minori.

3. Dott.re Massimo Verde, Psicopedagogista esperto in disagi in età adolescenziale.

 

SPESA PREVISTA PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO:

(dettagliare per tipologia di spesa)

Euro 600,00  (Costo relatori )

Euro   50,00  (Costo carta, cancelleria e varie)

Euro 650,00 (TOTALE SPESA PROGETTO).

Nell’attesa di prossimi contatti, Le porgiamo i nostri Cordiali Saluti.

 

Associazione Spazio Gad

C.F:95234430635

Via Niccolò Piccinni, 2 (Vomero)

           80128,Napoli

 

Per maggiori dettagli e/o ulteriori chiarimenti:

Referente progetto: dott. ssa Sabrina Polverino

Email. S.1970@libero.org  Tel. 3298135766

www.spaziogad.org

 

 

DONNA IN…DIFESA

Fondamenti di Difesa Personale

Creato dalle Donne per le Donne
Affrontare le tematiche legate alle aggressioni in strada è sempre stato un compito
complesso e arduo, oggi però la cronaca ha convinto anche i più scettici della sua
necessità.  Il tema dell’autodifesa, molto spesso, viene  trattato in modo superficiale ed
incompleto e spesso da non addetti ai lavori. Questo purtroppo può generare negli
interessati aspettative che difficilmente trovano riscontro nella realtà. Il fenomeno delle
aggressioni subite da donne di qualsiasi età, in ambiente stradale o domestico, è purtroppo
di stretta attualità e fin troppo presente nelle cronache dei giornali.
Alcuni numeri :secondo i dati dell’O.M.S. una donna su tre, in età compresa tra i 16 e i 70
anni, è stata vittima di violenza, il 35% delle vittime non ha presentato denuncia ed il 13%
aveva chiesto aiuto per stalking. Sono stati inoltre accertati e denunciati numerosi casi  di
donne vittime di omicidio o, per meglio dire, femminicidio.
L’obiettivo che si intende perseguire con questo percorso è quello di sgretolare lo stereotipo
consolidato che vede la donna vittima designata e indifesa, riducendo le paure, le
insicurezza e la sfiducia in se stesse, lavorando sull’autostima e sulla fiducia nelle proprie
capacità.
La parola d’ordine sarà: “posso farlo anch’io” !
Avendo sempre chiaro in mente che “l’inevitabile purtroppo è dietro l’angolo”, è
 importante prevenire l’evento aggressione, essendo vigili ed osservando con attenzione,
luoghi, fatti e persone che quotidianamente incontriamo nella nostra vita. Difatti se
improvvisamente la potenziale vittima si trova in una situazione di pericolo, la cosa più
difficile è saper valutare con esattezza l’entità del pericolo stesso e quindi scegliere il modo
più opportuno per fronteggiarlo, volgendo a proprio vantaggio la inevitabile paura, ma
evitando il panico che impedirebbe qualsiasi tipo di reazione adeguata .
DURATA : 3 incontri
FIGURE PROFESSIONALI: N°1 Psicologa coordinatrice, N°1 Criminologa, N°1 Istruttore Arti marziali.
COSTO: 25,00 euro.
AL TERMINE DI OGNI INCONTRO LA CRIMINOLOGA APRIRA’ UNA DISCUSSIONE GUIDATA
SULL’ARGOMENTO.
A cura della
dott.ssa Sabrina Polverino
e dott.ssa Arnalda Falco

REFERENTE PROGETTO

Per maggiori dettagli e/o ulteriori chiarimenti:

Referente progetto: dott. ssa Sabrina Polverino

Email. info@spaziogad.org  Tel. 3298135766

www.spaziogad.org

 PROGETTO: Bimbi in Sicurezza

“Bimbi in Sicurezza” è un percorso divertente ed allegro al contempo preciso e
concreto in materia di sicurezza in casa ed all’aria aperta. Tale progetto è
rivolto a bambini delle ultime classi delle Scuole Elementari.
Molti degli incidenti con i bambini avvengono nelle quattro mura domestiche e
le statistiche dimostrano che moltissimi di questi sono prevedibili e prevenibili.
Nasce da qui l’idea di costruire un divertente progetto informativo per mettere a
conoscenza i bambini dei reali piccoli rischi che si possono incontrare a casa e di
come semplici gesti li possono prevenire .
L’Associazione Spazio Gad ha dunque realizzato un divertente percorso
illustrativo, che ricostruisce scene molto comuni e routinarie della vita
quotidiana di un bambino, simulando cosa potrebbe accadere se non si usano
determinate attenzioni. Attraverso immagini divertenti, grafica accattivante,
allegri racconti e canzoncine il bambino acquisirà vere e proprie competenze in
materia di prevenzione e sicurezza.
Il percorso si apre con la scoperta dei piccoli rischi che si possono correre in casa
se non si prendono le giuste precauzioni. Attraverso delle divertenti simulazioni i
bambini verranno coinvolti attivamente nel progetto, al fine di sperimentare le
competenze acquisite. Si passerà alla fase successiva dove verranno introdotte le
regole base per la sicurezza fuori casa(al parco, centri commerciali, spiaggia).
Alla fine dell’incontro tutti i bimbi riceveranno una pergamena che attesterà la
loro partecipazione al progetto “Bimbi in Sicurezza”.
Durata: 1-Incontro (120 min ca)
Costo: euro 5,00 a partecipante.
Figure professionali: 1-Psigologo coordinatore, 1-Educatore professionale.

 

REFERENTE PROGETTO

Per maggiori dettagli e/o ulteriori chiarimenti:

Referente progetto: dott. ssa Sabrina Polverino

Email. info@spaziogad.org  Tel. 3298135766

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 PROGETTO

FORMAZIONE DOCENTI

ADHD, QUESTO SCONOSCIUTO!

Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività, o ADHD, è un disturbo evolutivo dell’autocontrollo. Al giorno d’oggi è importante avere informazioni scientifiche reali in materia di ADHD, in quanto recenti studi hanno evidenziato che non è un disturbo dell’attenzione in sé, ma scaturisce da un insufficienza evolutiva dei circuiti cerebrali che regolano l’inibizione e l’autocontrollo; di conseguenza, si manifestano difficoltà di attenzione e concentrazione, di controllo degli impulsi e del livello di attività. Queste problematiche derivano dalla difficoltà che il bambino ha nel regolare il proprio comportamento in funzione alla gestione del tempo, delle performance da portare a compimento e dai continui stimoli presenti nell’ambiente.

Bisogna specificare che l’ADHD:

·        non è una fase di sviluppo normale che ogni bimbo deve superare;

·        non è nemmeno il risultato di regole educative inefficaci;

·        e di sicuro non è dovuto alla “cattiveria” di un bambino.

E’ possibile valutare un bambino con ADHD solo all’interno di un contesto psico-clinico, in quanto l’iperattività e il disturbo d’attenzione non sono sinonimi di ADHD e possono essere spiegati anche con altre cause. Un approccio multi-professionale risulta essere maggiormente efficace, sia da un punto di vista diagnostico, che da un punto di vista terapeutico.

 

 

IL CONTESTO DI RIFERIMENTO.

 

ADHD è un acronimo molto conosciuto dagli insegnanti, ne hanno sempre più familiarità; nasconde dietro di sé disturbi vari, verso i quali ci si trova sempre impreparati. Attualmente accade spesso che dinanzi ad un bambino con un’elevata/esagerata vivacità ci sia la tendenza ad etichettarlo come ADHD, senza saper cogliere, tuttavia, i veri indicatori predittivi che caratterizzano il disturbo..

Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività si manifesta attraverso i suoi sintomi patognomonici, quali l’inattenzione, l’impulsività e l’iperattività; tuttavia in classe un insegnante può osservare comportamenti assai diversi tra loro, non associabili immediatamente al disturbo:

·        se la diagnosi è prevalentemente caratterizzata da disattenzione, si potranno osservare errori nelle attività, perché non si presta attenzione sufficiente ai dettagli; difficoltà di mantenere l’attenzione durante i compiti o i giochi; non ascolto dell’insegnate o delle istruzioni…

·        se la diagnosi è a prevalenza iperattività/impulsività, si noteranno movimenti continui ed inappropriati del corpo; difficoltà a restare seduti al proprio posto; un continuo spostarsi nell’aula, senza alcuna ragione; non rispetto della fila; non rispetto dei turni di parola e risposte immediate e non pensate…

 

 

 

 

 

BISOGNI E CRITICITA’ EMERGENTI.

Il Centers for Disease Control and Prevention[1] di Atlanta ha pubblicato un report dettagliato circa la diffusione dell’ADHD negli Stati Uniti che va ad integrarsi con un altro articolo di riferimento, il Am J Psychiatry; entrambi vanno correlati alle stime mondiali. Di seguito i dettagli:

 

Diagnosi Fascia 4- 17 anni

Nella fascia di età 4- 17 anni hanno avuto diagnosi di ADHD circa 5,4 milioni di soggetti, pari al 9,5%; nell’altro report di riferimento (Am J Psychiatry, 2007) viene riportata una percentuale di 8,7% di diagnosi ADHD nella fascia di età 8- 15 anni.

Popolazione Mondiale

La prevalenza dell’ADHD a livello mondiale segna un 5% della popolazione

Europa

In Europa le stime parlano di un 4%

 

Sempre a livello mondiale, tale percentuale è suddivisa tra bambini (8%) ed adolescenti (4%)

Differenze di Genere

Nel mondo, i maschi diagnosticati sono il doppio (10%) rispetto alle femmine

 

Negli USA il dato relativo alla percentuale dei maschi è confermato

Andamento

La percentuale di diagnosi ADHD è cresciuta con una media del +5,5% per anno tra il 2003 ed il 2007

 

Nello studio del CDC si sottolinea un incremento sostanziale, pari al 22%, di diagnosi di bambini ADHD dal 2003 al 2007

 

Negli USA gli adulti con sintomi legati all’ADHD sono circe il 4,4%

Trattamento

Nelle date sopra riportate, negli USA i bambini ADHD che hanno ricevuto trattamento (psicologico, farmacologico o combinato) è pari al 32%. Questo dato si abbassa all’11% nel caso di adulti con ADHD (Am J Psychiatry).

 

Nello studio condotto dal CDC viene riportato un dato diverso: 2,7 milioni (il 66,3%) di pazienti della fascia di età 4- 17 anni con diagnosi ADHD ha ricevuto un trattamento farmacologico

 

Il trattamento farmacologico ricevuto varia in base al sesso: i maschi hanno ricevuto un trattamento 2,8 volte più spesso rispetto alle femmine

ADHD e DSA

Negli USA solo il 5% dei bambini con ADHD non presenta correlazioni con i DSA; il 4% presenta entrambe le condizioni

 

I dati relativi all’epidemiologia italiana sono tenuti dall’Istituto Superiore della Sanità, nella sezione dedicata all’ADHD. di seguito alcuni dettagli:

 

Gallucci F., Bird HR, Berardi C., Gallai V., Pfanner P., Weinberg A., “Sympotms of attention-deficit hyperactivity disorder in italian school sample: findings of a pilot study.” J Am Acad Child Adolesc Psychiatry, 1993

Campione: 232 bambini

 

Luogo: Firenze e Perugia

 

Prevalenza ADHD: 3,6%

Studio del 1998

Campione: 47781 bambini

 

Luogo: torino

 

Prevalenza ADHD: 2,52%

Besoli G., Venier D., “Il disturbo di attenzione con iperattività: indagine conoscitiva tra i pediatri di famiglia in Friuli-Venezia Giulia.” Quaderni acp, 2003.

Campione: 64800 bambini

 

Luogo: Friuli-Venezia Giulia

 

Prevalenza ADHD: 0,43%

Corbo S., Marolla F., Sarno V., Torrioli MG., Vernacotola S., “Prevalenza dell’ADHD in bambini seguiti dal pediatra di famiglia. Medico e Bambino”, 2003.

Campione: 2511 bambini

 

Luogo: Roma

 

Prevalenza ADHD: 0,91%

Ciotti F., “La Sindrome ipercinetica pura fra gli alunni nel territorio del cesenate.” Quaderni acp, 2003

Campione: 11980 bambini

 

Luogo: Cesena

 

Prevalenza ADHD: 1,1%

 

E’ possibile notare, quindi, che i dati così riportati sembrano controversi e poco rappresentativi, in quanto facenti riferimento a luoghi diversi, sia geograficamente che culturalmente. Nei dati qui riportati non ci sono studi che richiamino a trattamenti psicologici, farmacologici o combinati, per cui non è possibile verificare come questi bambini siano stati aiutati.

L’obiettivo generale del progetto si inserisce nella possibilità di portare i docenti, fruitori principali della formazione, verso la conoscenza dell’ADHD, affinché diminuisca la diagnosi di “falsi positivi”, cioè quei bambini semplicemente o molto vivaci o con difficoltà psicosomatiche.

Nello specifico:

·        si vogliono potenziare le potenzialità del docente

·        sviluppare nuove abilità e capacità professionali

·        offrire strumenti nuovi, necessari alla promozione dell’autonomia personale e sociale del bambino

·        sviluppare flessibilità di adattamento a nuove situazioni ed organizzazioni lavorative

Inoltre, dare loro degli strumenti pratici e concreti, potrà aiutare la “relazione positiva” con i bambini ADHD, per cui, di riflesso, si mira alla diminuzione della Sindrome di burn-out e del fenomeno della dispersione scolastica.

 

 

UN NUOVO PARADIGMA DI APPROCCIO AL BAMBINO ADHD.

 

E’ stato pensato di utilizzare una metodologia che facesse riferimento al modello bio-psico-sociale, secondo il quale la salute è correlata ad una moltitudine di determinanti, che farebbero riferimento alle dimensioni biologica, psicologica e sociale; ci si concentra, inoltre, sul concetto di empowerment, cioè la capacità di potenziare le proprie risorse per tutelare la propria salute. Si agisce, quindi, sul singolo affinché possano essere stimolate ed attivate le risorse psicologiche sane.

Attraverso la ricerca-intervento, si cerca di veicolare la conoscenza scientifica della realtà che caratterizza l’ADHD, per favorire lo sviluppo di una “comunità competente”, in grado, cioè, di individuare le giuste risorse utili al cambiamento.

Il modello bio-psico-sociale è una strategia di approccio alla persona, sviluppato da Engel negli anni ’80 sulla base della concezione multidimensionale della salute descritta nel 1947 dal World Health Organization (WHO). Come già descritto, questo modello pone l’individuo al centro di un ampio sistema influenzato da molteplici variabili: sono presenti non solo l’aspetto funzionale o organico, ma anche psicologici, sociali e familiari che tra loro vanno ad integrarsi determinando lo stato di salute dell’individuo. Il concetto di salute promulgato dal WHO fa riferimento a componenti fisiche (funzioni, organi, strutture), mentali (stato intellettivo e psicologico), sociali (vita familiare, civile, lavorativa, economica) e spirituali (valori); le relative variabili sono collegate a condizioni soggettive ed oggettive di bene-essere e male-essere. Onde evitare che il professionista faccia riferimento al proprio background culturale, l’approccio bio-psico-sociale prevede attività di equipes multiprofessionale interagenti tra loro. Direttamente legato a questo tipo di approccio è il concetto di empowerment, concetto chiave della psicologia di comunità; è una parola processo-risultato in quanto dà nome sia al processo per raggiungere un certo risultato, sia al risultato stesso, caratterizzante lo stato di empowerment del soggetto, cioè la sua crescita personale (soggettiva) nella realtà oggettiva.

 

RESPONSABILITA’.

 

La responsabilità del progetto è affidata ad uno psicologo coordinatore e ad uno psicologo formatore esperti in psicodiagnosi in età evolutiva.

Il corso si attiverà con un minimo di 10 iscrizioni; non è previsto un tetto massimo.

 

 

PIANIFICAZIONE: TEMPI, ATTIVITA’ E FASI.

 

La formazione intensiva ha la durata di 5 ore.

La prima fase è dedicata alla divulgazione teorico scientifica: dopo la rilevazione circa la conoscenza dell’ADHD attraverso un breve questionario appositamente formulato, saranno date ai corsisti informazioni scientifiche dedicate.

La seconda fase, invece, è a stampo pratico/esperienziale: i corsisti saranno impegnati nella costruzione del materiale, dopo aver visionato quello esemplificativo, che gli verrà consegnato al termine del percorso formativo.

 

STRUTTURA DEL CORSO:

 

·        I FASE– divulgazione teorico-scientifica- durata 120min. ca

 

1.     Cos’è l’ADHD

2.     Quel crinale sottile tra ADHD e vivacità

3.     ADHD a casa ed a scuola

4.     Comorbilità ADHD e DSA

5.     I BES

 

Coffee break

 

·        II FASE– pratica-esperienziale- durata 180 min.:

 

1.     Gestione in classe di un bambino ADHD

2.     Fondamenti di Comunicazione efficace

3.     Le regole con rinforzo positivo.

4.     Piani Didattici Personalizzati

5.     Auto-valutazione finale con questionario dicotomico.

 

Alcune attività nello specifico prevedono l’utilizzo di:

 

·        problem solving interpersonale

·        teacher training

·        social skills training

·        brainstorming

 

 

RISORSE E COSTI.

 

Risultati immagini per carta del docente Per i  docenti di ruolo per accedere al corso è possibile utilizzare i 500 euro della carta docente per l’aggiornamento professionale.

Per la formazione dei corsisti è prevista la presenza del coordinatore del progetto e la presenza di uno psicologo, che si occuperà della formazione.

Per quanto riguarda i materiali, saranno richiesti un computer, un proiettore e materiale di cancelleria (direttamente proporzionato al numero di partecipanti).

Sono da considerare, infine, le spese per i materiali utilizzati e per il personale impegnato.

Il costo per ogni corsista è di euro 130,00, comprensivo di materiale ed attestato di partecipazione.

 

 

VERIFICA E VALUTAZIONE.

 

Nella stesura del progetto è stato previsto un tipo di valutazione in 2 fasi:

1.     VALUTAZIONE in TEMPO 1(inizio percorso) caratterizzata da un questionario dicotomico di auto-soministrazione, per valutare le conoscenze iniziali sul tema.

2.     VALUTAZIONE in TEMPO 2( termine percorso), caratterizzata dal  medesimo questionario dicotomico +scheda di rilevazione del fenomeno +questionario di gradimento

 

 

PROMOTORE DEL PROGETTO.

 

Il progetto è realizzato e promosso dall’Associazione Spazio Gad, nata nel novembre 2016.

La mission dell’Associazione è offrire agli utenti un centro di informazione qualificato, in cui si assicura accoglienza, ascolto e supporto, sensibilizzare gli ambiti professionali, gli insegnanti e la pubblica opinione sulle varie difficoltà che un bambino può manifestare nel corso del suo sviluppo, illustrando i vari fattori predittivi dei diversi disagi infantili. Si promuove la ricerca e la formazione, attraverso l’utilizzo di molteplici strumenti: progetti, convegni, eventi, seminari, manifestazioni ludiche e non, che hanno lo scopo di sensibilizzare sulle svariate problematiche che si possono riscontrare nel mondo del bambino in famiglia e a scuola.

REFERENTE PROGETTO

Per maggiori dettagli e/o ulteriori chiarimenti:

Referente progetto: dott. ssa Sabrina Polverino

Email. info@spaziogad.org  Tel. 3298135766

www.spaziogad.